Come scrive Simone Marchetti, la Fashion Week quest’anno ha avuto una doppia anima ed ha portato in passerella donne dalla doppia natura: quella minimalista e quella massimalista. Tanti modi per intendere l’eleganza: pura, senza fronzoli e ornamenti oppure ricca di dettagli e decori che coesistono perfettamente. Io sulle passerelle ho visto la donna di oggi, quella che vive in un mondo che va veloce, che non ha tempo di cambiarsi e che non fa distinzione tra abito da giorno e da sera. Ho visto leggerezza e versatilità.
Da Costume National (1): linearità, (quella) leggerezza, spalle scoperte, colori decisi senza sfumature, militar-chic inspiration, raso, pelle e chiffon, asimmetrie e trasparenze. Capasa evita gli ornamenti e fonde la bellezza con con l’utilità. Jo no fui (2) invece disegna abiti che rimandano ad un viaggio in oriente, dove c’è contaminazione e gli abiti sono decostruiti. Il design è d’ispirazione militare e la maglieria è realizzata con lavorazione jaquard. Anche con Roberto Musso (3) rimaniamo in oriente: la sua collezione è dinamica, metropolitana e vagamente militare. Una collezione poetica, femminile, un vero e proprio inno all’eleganza e alla contemporaneità.
Perché poi io la penso come lei: “la moda è uno dei pochi ambiti dell’estetica contemporanea che permette davvero di PENSARE IL PRESENTE, di mescolare le culture, di cucire insieme ieri e oggi, il vintage con l’avanguardia, l’arte col mercato” Miuccia Prada
ph: Elisabetta Marzetti
PRESENTAZIONI (short version)
(4) ZANELLATO: la Postina, la storica tracolla del postino degli anni ’50 ricreata in chiave moderna sarà protagonista di uno splendido progetto arte/moda che mi vede coinvolta e che vi svelerò a piccoli step. Nel frattempo potete perdervi qui!
(5) UNIQUENESS: con la sua nuova collezione Alessandra Facchinetti vuole portarci lontano, farci viaggiare, immaginare in una realtà esotica tra flamingo e fiori delicati. Durante la presentazione ho potuto toccare con mano il frutto della sua ricerca continua e di un progetto digitale personalizzato che ha reso Uniqueness un brand 2.0, sicuramente avanguardista dal punto di vista digital. Posso non amarlo? Perché come dice Alessandra Facchinetti: “il virtuale è il nuovo reale, il gusto deve esprimersi in una dinamica on/offline”. Quoto.
(6) TOD’S (Villa Necchi Campiglio): artigianalità è un termine che si sposa perfettamente con tutte le collezioni firmate Tod’s. Per la P/E la D bag diventa da giorno, più mordida e con sfumature di colore che vanno dal turchese, all’azzurro al color smeraldo. La ballerina diventa una zeppa alta ed elegantissima per una donna raffinata e femminile mentre la scarpa da barca diventa gioiello: entrambe si prestano ad essere indossate in qualsiasi parte del giorno.
ph: Elisabetta Marzetti





















